lunedì 28 settembre 2015

Cinque motivi per amare il Women Fiction Festival di Matera

 
Copio la formula di TempoPerMe ed elenco anch’io i miei 5 motivi per amare il Women Fiction Festival di Matera, il festival per scrittrici a cui sono stata per la prima volta quest’anno e che spero vivamente che non sia giunto alla conclusione.
Dopo 12 edizioni si teme infatti di non riuscire a realizzarne una prossima a causa del scarso sostegno dell’Amministrazione, cosa che sarebbe uno scandalo data la rilevanza dell’iniziativa e l’elezione di Matera a prossima città europea della Cultura.

A parte l’incredibile location e l’idea innovativa, e di “utilità sociale” per noi che a scrivere ci proviamo, di fare un festival di letteratura pensato non per i lettori ma per gli scrittori (scrittrici, pardon), ho amato il Festival per:

1)      la possibilità di conoscere e incontrare chi condivide la tua stessa passione e potere, come dice Elisabeth Jennings una delle fondatrici del Festival, “fare rete”, ovvero confrontarsi, avviare collaborazioni, condividere consigli tecnici e magari fare nuove amicizie.  Logica che del resto è all’origine anche di EWWA, la European Women Association di cui faccio parte, che è nata a Matera e di cui al Festival eravamo presenti in tante.

2)      L’opportunità di proporre i propri scritti ed idee ad agenti ed editori italiani e internazionali con pitch all’americana. Erano presenti agenti letterari italiani, inglesi e americani; case editrici italiane (Einaudi, Fazi, Tr60/Nord, Harlequin Mondadaori, Mondadori Ragazzi, Tr60/Nord) e straniere (Tule Publishing e Harper Collins).  Io mi sono lanciata per i miei nuovi progetti e ci ho provato persino in inglese! Vedremo…

3)      la possibilità di chiedere consigli ad un esperto con colloqui one-to-one in materia di traduzione, promozione on line ed editoria digitale. Opportunità che non ho sfruttato. Forse un errore, soprattutto per quanto riguarda la promozione. Alla prossima edizione (che ci DEVE ESSERE! Capito sindaco e amministrazione? ;-)) lo farò.

4)      gli incontri italiani ed internazionali per gli addetti al settore: stato dell’editoria, promozione e marketing on line, self-publishing, confronto con la situazione editoriale negli altri paesi (in generale sconfortante per noi italiani, anche nel confronto con l’India). Alcuni incontri li ho trovati su temi troppo di scenario e su aspetti che noi scrittori non possiamo controllare (il classico fattore K su cui non si ha possibilità di agire e su cui dunque è inutile perdere tempo). Altri li ho trovati invece utili. In modo particolare l’incontro sul rapporto editore-autore con Porter Anderson e Jane Friedman dove si è parlato di come il self-publishing non sostituisca l’editore tradizionale e di ciò che l’editore tradizionale può offrire in più, come un editing professionale, la garanzia di qualità sul testo, la distribuzione e le attività di ufficio stampa. Sono state inoltre date indicazioni su come rapportarsi con l’editore per collaborare e condividere le azioni marketing. Con il fine di aiutarlo ed incentivarlo a dare agli scrittori il suo valore aggiunto in campo promozionale (Libromania… ora mi faccio sentire! ;-)), campo su cui noi autori spesso lamentiamo un non sufficiente impegno. Infine è stata fatta una panoramica sui nuovi mezzi ibridi tra self ed editoria, wattpad innanzitutto,

5)      i seminari tecnici, di cui ho seguito quello sul personaggio, tenuto dalle bravissime Elisabetta Flumeri e Gabriella Giacometti. E’ stata una preziosa occasione per ripensare e, diciamo, fare un “check” su quanto sto scrivendo, per editarlo e ritararlo al meglio. Sono abbastanza rodata sulla struttura e ho seguito tantissimi corsi, continuo però a trovare questi incontri tecnici molto, molto utili. Credo che ci voglia sempre umiltà e studio, soprattutto quando si parla di personaggio e di come dargli, per usare un termine di Eli&Gab, “anima” e non farne solo una marionetta al servizio della trama.
Non sono mancati poi incontri anche per i lettori: presentazioni di libri nelle piazze, incontri nelle scuole e grand soirèe finale in una grotta stupefacente, la Casa Cava, con premio Baccante (come altro poteva chiamarsi?) a Giuseppina Torregrossa e recital letterario-musicale con Teresa De Sio che leggeva brani dal suo romanzo L’attentissima, con musiche by Valerio Corzani di Radio Tre.